Nedo Nadi: il Fides, la leggenda, l’uomo che vinse tutto

Livorno, 9 giugno 1894. In una casa modesta sotto i Quattro Mori nasce Nedo Nadi, figlio del brigadiere dei pompieri Giuseppe “Beppe” Nadi, maestro d’armi severo, intransigente e capace, fondatore del Circolo Scherma Fides. Fin da bambino, Nedo impara ad amare il fioretto e la sciabola, mentre la spada è proibita in sala: “arma indisciplinata”, diceva il padre. Fu proprio la proibizione a renderla desiderio, pratica segreta, sfida personale: negli anni il giovane Nedo studia la spada di nascosto.

L’esordio alle Olimpiadi e la Prima Guerra Mondiale

A 18 anni, appena laureato talento, Nedo vince l’oro al fioretto individuale ai Giochi Olimpici di Stoccolma 1912, battendo avversari più esperti e affermandosi come promessa assoluta della scherma mondiale.Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la sua carriera è temporaneamente sospesa: egli serve come ufficiale di cavalleria, esperienza che lo segna profondamente, tra decorazioni e sacrifici.

La straordinaria impresa di Anversa 1920

Finita la guerra, torna in pedana e si presenta ad Anversa 1920 con uno stato di forma eccezionale. È l’edizione che resterà per sempre nel mito: Nedo Nadi diventa l’unico schermidore nella storia olimpica a vincere ori in tutte e tre le armi in una sola Olimpiade — fioretto individuale e a squadre, sciabola individuale e a squadre, e spada a squadre. L’oro individuale di spada lo sfugge per problemi intestinali: un gesto sportivo che aggiunge pathos alla sua epopea.

Si racconta che durante Anversa, il Re del Belgio, colpito dallo stile e dalla compostezza di Nadi, gli fece visita a Palazzo Egmont, curioso di incontrare quell’italiano che, in pochi giorni, aveva trionfato come nessuno prima.

Tra Argentina, Presidenza FIS e le sfide finali

opo Anversa, Nedo attraversa un periodo di tournée e insegnamento in Argentina (Jockey Club di Buenos Aires): continua a gareggiare, ingrassa la propria esperienza, ma il fisico inizia a pagare. Rientrato in Italia verso il 1923, riprende con attività agonistica ma soprattutto riveste ruoli istituzionali: è docente, tecnico, dirigente. Nel 1935 diventa Presidente della Federazione Italiana Scherma, incarico che mantiene fino alla morte. Sotto la sua guida l’Italia continua a essere protagonista assoluta nelle armi olimpiche.

Il carattere: disciplina, silenzio, eccellenza

Se Aldo era estroso, mondano, brillante anche fuori dalla pedana, Nedo era l’esatto contrario: riservato, stoico, metodico. Ama la disciplina, il rigore, la preparazione silenziosa. Aneddoti del padre che infliggeva staffilate agli allievi quando sbagliavano il tempo, di Nedo che si allenava praticamente ogni giorno, sono parte della leggenda Fides. Questa differenza di temperamento tra fratelli diventa quasi leggenda: Nedo rappresenta la fatica costante, Aldo la spettacolarità dell’arte. 

Eredità, record, memoria

Quando muore nel gennaio 1940 a Portofino, Nedo ha solo 45 anni, ma ha già lasciato una traccia incancellabile: sei ori olimpici totali, il primato di cinque ori in una singola Olimpiade, la fama di unico schermidore a eccellere con fioretto, sciabola e spada.

Ancora oggi viene ricordato come modello per ogni schermidore che mira all’eccellenza, per chi entra nella sala d’armi del Fides e pensa che la vittoria sia fatta di disciplina, costanza, perfezione del gesto. Ogni volta che il Fides celebra i suoi 130+ anni, il nome di Nedo Nadi risuona come un faro: non solo campione, ma mito, figura che supera il tempo.